Social Media Per Aziende

Social media: cosa si condivide e perché


Per chi
    • è curioso di sapere cosa viene condiviso tramite i social media
    • non posterebbe mai la maggior parte di quello che vede sul suo diario

Per un’azienda che decide di essere presente sui social media, è importante capire che tipo di contenuti vengono condivisiquali sono le motivazioni che spingono le persone a condividere contenuti. Del resto, se i nostri clienti amano condividere immagini, può essere più efficace fornire i contenuti sotto forma di immagini, piuttosto che sotto forma di articoli (un articolo può essere benissimo riassunto in un’infografica).

Stando ai dati IPSOS (rilevazione del settembre 2013 effettuata su 24 paesi, tra cui l’Italia)  il 71% degli utenti internet condivide sui social media. Sono dati di un anno fa, ma dubito che nell’ultimo anno siano diminuiti…

Se andiamo a spulciare, troviamo che la condivisione di immagini raccoglie il 43% dei consensi, seguita al 26% dalla condivisione di opinioni, dall’aggiornamento su quello che uno sta facendo e link ad articoli. Poi ci sono le recensioni (ovvero quello che uno si sente di raccomandare) al 25% e via via tutto il resto.

What Internet Users Like to Share on Social Media Sites

E riguardo ai contenuti?

La timeline di un account facebook è spesso un coacervo di catene, spam, notizie poco utili. In mezzo, facendo molta attenzione, talvolta si scoprono anche post interessanti (questo almeno vale per me e per molte delle persone con cui mi capita di parlare di questo argomento). Anche twitter non scherza, tant’è che su twitter è raro il caso di persone che guardano con attenzione la propria timeline (tranne all’inizio, subito dopo aver aperto l’account). E anche i gruppi linkedin stanno prendendo una brutta china (ne parleremo in un prossimo articolo).

Eppure l’intenzione delle persone non è quella di spammare, né tanto meno quella di annoiare. Anzi.

Ipsos ci spiega come il 61% delle persone (in media) condivide cose interessanti, il 43% cose importanti e un altro 43% cose divertenti.

Majority (71%) of Global Internet Users “Share” on Social Media

Ora, i numeri hanno un loro perché. Hanno anche una loro solidità rassicurante. Due per due fa sempre quattro e questo tranquillizza (almeno finché non ti imbatti in roba tipo l’Algebra di Banach, il che per fortuna tocca a poche persone).

Ma per quanto i numeri siano certi, il significato dei numeri va interpretato. E allora com’è che l’80% del mio diario (e sono buono!) è costituito da contenuti poco interessanti, per nulla importanti e che talvolta mi mettono pure un po’ di tristezza?!?

La spiegazione sta nel fatto che i concetti di interessante, importante e divertente sono soggettivi (Il che potrebbe anche significare che per qualcuno le catene sono interessanti… meglio se faccio conto di non averlo pensato…)

E allora quando si parla di analizzare il nostro target non dobbiamo limitarci a sesso, età, cultura, scuola ecc, ma è importante anche capire qual è il valore che il nostro target dà a determinati tipi di contenuti.

I nostri fan e follower sono più attenti alla forma o alla sostanza? Preferiscono commuoversi o fare una grassa risata? Ed eventualmente cos’è che li fa commuovere o li fa ridere? Cosa ritengono importante, così importante da doverlo condividere con gli altri? E cos’è abbastanza interessante o coinvolgente da spingerli a commentare e a dare la loro opinione sulla nostra pagina?

La risposta a queste domande richiede un periodo di studio e di osservazione, non solo dei nostri canali social, ma di qualsiasi mezzo di comunicazione su cui sono presenti i nostri potenziali clienti. È un vero e proprio lavoro, ma è imprescindibile se vogliamo ottenere dei buoni risultati sui social.

E ricordate: quello che per il nostro cliente è importante, automaticamente deve diventare importante anche per noi!

 

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