Social Media Per Aziende

Ecco perché i nostri obiettivi devono essere obiettivi smart


Per chi
  • è cosciente della necessità di avere obiettivi chiari, ma non si è mai soffermato su come definirli
  • è smart e vuole esserlo anche in prospettiva
  • ha seguito uno dei nostri corsi, è rimasto affascinato dagli obiettivi smart, ma non si ricorda più tanto bene…

Noi di Social Media per Aziende, un po’ per esperienza e un po’ per deformazione professionale, abbiamo la fissa degli obiettivi. Ogni volta che siamo chiamati a parlare di qualcosa, o anche quando ci capita di essere coinvolti in una discussione, invariabilmente arriviamo al punto in cui esce la frase “sì, va bene, ma qual è l’obiettivo?” e vi garantisco che il 90% delle volte (o anche di più) si scopre che, a parte migliorare il fatturato, gli obiettivi aziendali sono tutt’altro che chiari. E quando gli obiettivi non sono ben definiti è difficile portare avanti un qualsivoglia progetto in qualsiasi ambito. Una delle strade per definirli al meglio è renderli obiettivi smart.

Se andiamo a controllare su wikipedia (purtroppo, come troppo spesso accade, non c’è una traduzione diretta in italiano), nella sezione history troviamo la definizione originale di obiettivi smart

obiettivi-smart

Da notare che la parte importante è l’acronimo SMART, facile da ricordare (smart in inglese significa intelligente, abile, brillante), mentre per quanto riguarda le  parole corrispondenti alle 5 lettere (S, M, A, R e T)… guru che vai, enunciazione che trovi. Noi ci atteniamo alla definizione originale di wikipedia, che ci permette anche di mantenere le iniziali in italiano, che male non fa. E allora come deve essere un obiettivo?

Specifico

Gli obiettivi ambigui vengono spesso utilizzati da chi non è propriamente motivato per il loro raggiungimento. Se io ho un obiettivo vago, posso sempre dire che non era chiaro cosa dovessi fare e usarlo come scusa per non fare un bel nulla. Se vogliamo non lasciare spazio ai dubbi, specifichiamo esattamente dove vogliamo arrivare.

Ad esempio migliorare il fatturato è un obiettivo, ed è anche chiaro, ma non è affatto specifico. Per renderlo specifico è opportuno dire che fatturato vogliamo raggiungere, come vogliamo farlo, chi è coinvolto in questa operazione e in quanto tempo vogliamo portarla a termine.

Misurabile

Se un obiettivo non è misurabile, come facciamo a verificare di averlo raggiunto? Oppure di averlo raggiunto nel modo che volevamo? Migliorare il fatturato non è un obiettivo misurabile. Aumentare il fatturato è un obiettivo misurabile, perché se il fatturato precedente era 100 e fatturo almeno 101 ho raggiunto l’obiettivo (il che per inciso non è detto che sia necessariamente un bene per l’azienda, specialmente se per farlo raddoppio i costi, che è appunto uno dei motivi per cui l’obiettivo deve essere specifico). Ma posso migliorarlo anche diminuendolo e magari abbassando i costi, oppure differenziando il fatturato in modo da avere vendite a maggior valore aggiunto.

Assegnabile

Ogni volta che si definisce un obiettivo è bene anche specificare chi ne è responsabile. Generalmente è una persona, ma non necessariamente. Può trattarsi di un gruppo di lavoro o di una funzione aziendale. In ogni caso alla fine chi ha la responsabilità deve essere evidenziato, altrimenti non ci sarà nessuno motivato a far sì che l’obiettivo sia realmente raggiunto. Per non parlare del vizio tutto italiano di definire obiettivi volutamente non assegnabili per poi indulgere nello sport preferito nella nostra nazione: lo scarica barile.

Realistico

Un altro sport piuttosto antipatico consiste nell’assegnare a qualcuno obiettivi teoricamente perseguibili, ma sostanzialmente irraggiungibili, per poi rifarsela col malcapitato.

Ma è anche vero che molto spesso gli obiettivi poco realistici sono assegnati in buona fede, in maniera del tutto ignara delle conseguenze, ovvero presi dall’euforia si definisce un obiettivo che ci piace (ad esempio raddoppiare il fatturato), ma senza porsi la domanda se questo sia effettivamente raggiungibile. E magari poi ci rendiamo conto che l’obiettivo non era raggiungibile, ma nel frattempo abbiamo intrapreso azioni (ad esempio raddoppiato i costi) che hanno conseguenze spesso nefaste per la nostra azienda.

Attenzione che realistico non è sinonimo di fattibile. Io potrei pormi l’obiettivo di andare sulla luna: tecnicamente è fattibile, ma per niente realistico.

Tempificabile

Anche l’arco di tempo individuato per il raggiungimento dell’obiettivo è una variabile importante. Perché a seconda dei tempi, un obiettivo originariamente non realistico può diventare realistico. Ad esempio raddoppiare il fatturato in un anno è poco realistico, ma in un tempo congruo può diventare un obiettivo alla portata dell’azienda.

 

Se nella pagina di wikipedia non vi siete fermati alla history, avrete senz’altro notato che nella definizione generalmente accettata di obiettivi smart lettere A ed R vengono tradotte con achievable (raggiungibile) e relevant (rilevante). Per altro è la stessa definizione riportata in italiano alla voce gestione per obiettivi. [Lo ammetto, quando ho scritto che non c’è una traduzione in italiano di obiettivi smart ho in parte barato ;-)]

Ai nostri fini possiamo considerare raggiungibile come sinonimo di realistico. Mentre in effetti la rilevanza non è affatto un aspetto trascurabile.

Rilevante

Ogni obiettivo aziendale deve essere in linea con la mission dell’azienda. Non ha molto senso porsi obiettivi simpatici o ad effetto, se poi non hanno nessun impatto sull’azienda. Magari con una “ballerina brasiliana” nella testata della pagina facebook si aumentano i like, ma di questi like ce ne facciamo realmente qualcosa?

 

Troppo spesso sento obiettivi come migliorare la visibilità su internetvendere online, aumentare le visite. Sono tutti obiettivi comprensibili, ma che non aiutano nella definizione di una strategia aziendale di comunicazione online. Cercare di rendere i nostri obiettivi smart sicuramente aiuta le persone coinvolte a capire bene quello che devono fare e rende l’azione molto più efficace.

E allora, vediamo un po’… come sono i vostri obiettivi? Sono veri e propri obiettivi smart?

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