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Spontaneità o pianificazione? Qual è la ricetta migliore?


Per chi
  • ha problemi di scelta
  • fatica a trovare un bilanciamento

Bilanciare qb. La ricetta di mia nonna. 

Mia nonna cucinava benissimo. Un po’ come la maggior parte delle nonne. Se chiudo gli occhi riesco ancora a percepire distintamente l’odore del ragù che cuoceva lento sul piano di ghisa della cucina economica – di cui andava gelosissima, preferendola a quella a gas – nei giorni di festa.

Nel suo “andare a occhio” c’era la sapienza e la maestria conferita dall’esperienza e mai dal caso o dall’azzardo. Il mondo cambiava, ma quel ragù si ripeteva sempre identico a se stesso.

Crescendo ho provato a replicarlo, ma non c’era verso. Non veniva come il suo. Mai, nemmeno per sbaglio. E mia nonna non aveva la ricetta. Così, qualche anno fa, decisi di ricostruirla a posteriori. Mentre lei lo preparava, io pesavo la quantità degli ingredienti, prendevo appunti sulla qualità e sui tempi di cottura. Solo a quel punto il mio tentativo imitativo è andato a buon fine.

social ricetta

La ricetta social 

Mi capita spessissimo durante la formazione, nell’affrontare il discorso Content Strategy, che le persone mi chiedano se un piano editoriale non privi i loro canali social di quella spontaneità che risulta essere la chiave del successo nella comunicazione digitale.

Ovviamente, la risposta è NO.

Semplicemente perché un buon piano editoriale è un canovaccio, un’idea schematica di quali contenuti voglio pubblicare, su quali canali e quando. Non è la tavola del destino.

A maggior ragione, se poi, dobbiamo interpretare il concetto di spontaneità come il postare selvaggiamente tazzine di caffè e gattini.

Se il Content Marketing è il nostro mestiere dobbiamo imparare che non c’è spontaneità senza strategia. Sembra una contraddizione, ma non lo è. La necessità di aver sempre chiaro a quale audience ci rivolgiamo, con quali obiettivi e con quale stile è la chiave della nostra professionalità.

Forse non ti basta. Allora ti do un dosaggio più preciso: facciamo un 80% pianificazione e un 20% spontaneità. E per spontaneità intendo il saper reagire in maniera tempestiva a ciò che accade nel mondo e intorno a noi. Se il giorno dopo la strage di Parigi, avessi inserito un messaggio di gioia legato a una promozione commerciale, saresti stato fuori luogo. Per questo è importante essere flessibili. Flessibili noi, come professionisti sempre sul pezzo, e flessibili i nostri calendari editoriali.

Il 20%, in altre parole, è quel qb di sale nel sugo, che varia a seconda del palato della tua audience. E lì, non c’è ricetta che tenga, ma studio, capacità d’osservazione ed empatia.

Ti ho fatto venire un po’ di sano appetito?

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