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Revisione del testo: come evitare la penna rossa del maestro


Per chi
  • diventa bordeaux quando vede un errore in un testo che ha pubblicato
  • si rende conto che gli errori di grammatica non sono un bel vedere
  • è cosciente che gli errori di sintassi non sono un bel sentire.

Scrivere è bello, ma è anche complicato. Un conto è tenere un diario segreto che, essendo appunto segreto, nessuno leggerà mai. Un altro è scrivere per gli altri. Dall’email al tweet al post per il blog, ogni testo che condividiamo è soggetto alla lettura critica di tutti quelli che se lo ritrovano sotto gli occhi.

Spesso e volentieri i testi vengono scritti di getto e la revisione è la parte più tediosa, perché meno creativa. Oppure si pensa che una semplice rilettura sia sufficiente a eliminare il malscritto. Senz’altro è meglio di niente, su questo convengo pure io. Purtroppo però di solito non è sufficiente.

errori-testo

Ora, fermo restando che la perfezione è irraggiungibile (so che non ci crederete, ma capita anche a me di sbagliare), con alcuni semplici accorgimenti la maggior parte degli errori si può far fuori prima che il testo veda la luce (o il video, o l’etere o quello che preferite fargli vedere…).

Preliminari

#1 Battitura

La dattilografia nel 2015 dovrebbe essere una materia obbligatoria in tutte le scuole. Guardare il monitor mentre si scrive permette di concentrarsi su quello che viene scritto anziché su dove mettiamo le dita per scrivere. Questo porta a correggere moltissimi errori già durante la stesura del testo.

Non dico che sia necessario diventare degli artisti della tastiera, ma, come si dice qui da noi, nel più ci sta il meno

#2 Correttore ortografico

Che mondo sarebbe senza il correttore ortografico? Magari non un mondo meno gustoso, ma senz’altro un mondo con più errori di grammatica.

Qualche anno fa si scrivevano i testi con Microsoft Word e poi si copiavano nell’editor del blog (con un sacco di problemi dal punto di vista della formattazione). Oggi la maggior parte dei browser ha il proprio correttore (per quello di chrome garantisco io, ma anche firefox ce l’ha), quindi non ci sono più scuse. Assicuratevi di averlo abilitato e configurato correttamente.

Tenete sempre a mente che un buon correttore evidenzia alcuni errori, ma non è in grado di vederli tutti. Ed è per questo servono anche gli altri 8 punti di questo articolo.

E, mi raccomando, evitate come la peste la correzione automatica.

#3 Dizionario

Hai un dubbio? Usa il dizionario. Così ti avrei detto una ventina d’anni fa (perché io già c’ero, all’epoca e si usava, il dizionario). E anche vent’anni dopo se hai un dizionario in casa, tienilo pure a portata di mano, che male non fa. Se però impari a cercare su google fai senz’altro prima. O, se non ti fidi, c’è sempre la treccani online, che ad oggi conta quasi un milione tra vocaboli e lemmi.

#4 Punteggiatura, persone e tempi dei verbi

Ci sono tante cosa a cui fare attenzione quando si scrive un testo, ma ce ne sono alcune che mi infastidiscono particolarmente quando mi passano sotto gli occhi (e purtroppo non sono così infrequenti)

  • la punteggiatura deve esserci, ma senza esagerare (in particolare attenzione a maiuscole e minuscole e spazi nei punti giusti)
  • spesso si parte con la seconda persona singolare e si finisce con la seconda plurale, o peggio ancora si saltella dall’una all’altra senza un perché (oggi vi parlo di… […] …cosa ne pensi di questo argomento?)
  • l’uso dei tempi dei verbi va calibrato in base alle necessità del testo e deve essere coerente (una roba tipo ho visitato il suo blog e poi andai a leggere tutti i suoi articoli non è accettabile).

Tecniche

#5 Lettura ad alta voce

Leggere il testo ad alta voce può sembrare buffo, ma aiuta tantissimo. Permette di valutare la scorrevolezza delle frasi, di individuare le ripetizioni e, se siamo attenti, ci fa capire anche se siamo riusciti a dare un buon ritmo a quello che abbiamo scritto (è una tecnica particolarmente utile quando abbiamo partorito un testo di una certa lunghezza, come un post per il blog).

#6 Lettura fronte retro

La nostra mente è vagabonda e tende a raggiungere il massimo risultato con il minimo sforzo. Il che è anche un bene, in effetti. Ma quando io rileggo un testo scritto da me, la mia mente sa già cosa aspettarsi e non legge ogni lettera di ogni singola parola. Questo mi porta a non accorgermi in particolare dei refusi e degli errori grammaticali (quelli più difficili da vedere).

Per ovviare a questo inconveniente c’è chi suggerisce di leggere dall’ultima parola alla prima. Ho provato a farlo e funziona, ma è molto faticoso e porta via parecchio tempo.

Un metodo alternativo che per me è efficace, consiste nel leggere a strati, ovvero sempre al contrario, ma rigo per rigo anziché parola per parola.

#7 Staccare e riattaccare

Un accorgimento utile, quando se ne ha il tempo (ovvero quando non ci siamo ridotti all’ultimo nanosecondo utile per scrivere il nostro post), è staccare dal post che abbiamo appena scritto e riprendere dopo qualche minuto. L’ideale sarebbe lasciar passare qualche ora, di modo che la nostra mente si ricordi il meno possibile di quello che il testo contiene. Evitate di lasciar passare giorni, specialmente se scrivete di social media, settore in cui i contenuti tendono a diventare obsoleti con una rapidità disarmante.

#8 Il terzo comodo

Se potete, fate leggere il testo ad una terza persona, come il vostro partner o un vostro collaboratore. Magari avete una vicina particolarmente avvenente e può essere una buona scusa per attaccare discorso… ma è anche vero che il testo potrebbe essere pieno di errori… quindi forse non è una buona idea…

Tenete presente che oggi grazie ai moderni strumenti di comunicazione, chiunque può leggere comodamente il vostro testo anche se si trova dall’altra parte del pianeta.

Bonus

#9 Formattazione

Ricordatevi di formattare il testo, Non c’è niente di peggio di un testo piatto, senza grassetti, corsivi, titoli, colori e immagini. Non dico che non si possa leggere lo stesso, ma nel mondo 2.0 l’impatto visivo è importantissimo e il grigio, anche se in 50 sfumature diverse, sempre grigio resta. E quando si parla di grigiore non si intende esattamente fare un complimento…

#10 Priorità

Va da sé che di errori non ne vogliamo, ma se proprio deve essercene uno, che non sia nel titolo.

Ci sono delle priorità, che vanno ovviamente a tutti quei testi che sono di maggior impatto o sono letti dal maggior numero di persone e in particolare

  • titoli e sottotitoli
  • meta descrizioni
  • caption delle immagini.

Se proprio siete di fretta, comunque questi ripassateli due volte.

 

Come potete rendervi conto da soli, correggere un testo non è affatto banale. E infatti esistono dei professionisti che di mestiere fanno proprio i revisori di testi (o curatori editoriali che dir si voglia). Ma, con un po’ di disciplina, chiunque può diventare un buon correttore di se stesso.

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