Social Media Per Aziende

Grafico e cliente: una relazione complicata…


Per chi
    • ritiene che tutti grafici siano testardi e difficili e credano di avere sempre ragione su tutto
    • vuole sfruttare le conoscenza del proprio grafico (interno o esterno che sia) per ottimizzare i progetti social (e anche altri) da lui sviluppati

Il cambiamento del ruolo del grafico

Il ruolo del grafico con l’arrivo dei mezzi social assume un’importanza diversa nel 2014. Sostanzialmente cambiano due cose rispetto al passato:

  • la flessibilità della grafica aziendale si deve adattare a forme e dimensioni diverse – si può parlare veramente di un bagaglio di grafica aziendale
  • la tempistica della produzione grafica, che vede la necessità di tempi sempre più brevi.
Il grafico non è né carne né pesce

Tantissimi dei nuovi “mestieri” che nascono con il web 2.0 (user experience manager, e social media manager, per dirne due) sono ibridi. E sempre più lavori si prestano a forti valutazioni soggettive oltre a competenze specifiche tecniche. Tra questi il grafico.

E allora dividiamo subito in due parti. La parte “tecnica” e quella “creativa”. Sulla parte tecnica il cliente non metterà mai bocca – non ha le competenze!

Creatività grafica

Sulla parte creativa il cliente si sente legittimato a intervenire. Non solo, ma a volte fa richieste e ha idee che vuole vedere messe in pratica e che al grafico non piacciono.

Il lavoro del buon grafico sta prima di tutto nel riuscire a tenere distinti il proprio lato tecnico da quello creativo (molto più soggettivo).

Sul lato creativo spesso e volentieri è necessario venire a patti col cliente, che paga e quindi pretende (giustamente, dal suo punto di vista) di essere soddisfatto.

Se parliamo ad esempio della grafica di un sito, può accadere che il cliente mi chieda di mettere il menù in basso. Io gli spiegherò che non è una buona scelta e soprattutto perché non è una buona scelta. Può accadere che lui, dopo avermi ascoltato, mi dica che sì, ha capito perfettamente, ma lo vuole comunque in basso.

In situazioni come questa mi trovo di fronte a due strade:

  • accetto di metterlo in basso e prendo il lavoro
  • non prendo il lavoro.

La scelta dipende ovviamente dalla sensibilità del grafico e dal suo modo di concepire il lavoro. Io in questi casi preferisco non prendere il lavoro:

  • primo perché non voglio che nel mio portfolio compaiano lavori di cui non sono convinta o che a mio modo di vedere non sostengono la mia professionalità
  • secondo perché nel fare quel lavoro non sarei serena e ci sarebbero buone probabilità che alla fine non farei un buon lavoro.

Per il grafico

Ogni volta che ci si trova di fronte ad un potenziale cliente

  1. cerca di ascoltare bene PRIMA di prendere un incarico e capire se ci sono le condizioni (economiche e relazionali) per poterlo portare a termine nel migliore dei modi
  2. in caso di idee bislacche, spiega i motivi tecnici che rendono bislacca l’idea, evitando di usare termini soggettivi come “è brutto”, “alla maggior parte delle persone non piace”, “è più simpatico fare così” e cose del genere
  3. se la persona che ti sta di fronte ha già preso una decisione su un determinato aspetto grafico, non ti illudere di potergliela far cambiare a lavoro avviato: è una battaglia persa
  4. descrivi sempre (prima di accettare il contratto) il modo di lavorare, i tempi di consegna, come vengono gestite le bozze, quante prove sono comprese nell’offerta – un’infografica sarebbe perfetta!
  5. individuare il linguaggio adatto per poter dialogare con persone non del mestiere è una competenza reale: avere ragione non è sufficiente, devi saper spiegare PERCHÈ hai ragione!

Per il cliente

Quando ti siedi di fronte ad un grafico

  1. se ti fa un’osservazione critica, ascoltalo – se lo stai scegliendo per affidargli un incarico hai già valutato che ha le competenze per portarlo a termine; non sfruttarle sarebbe un delitto
  2. se hai un’idea specifica in testa e vuoi vederla realizzata spiega al grafico perché quell’idea per te è così importante – non limitarti a dire “si fa così perché sono io che pago”
  3. ricordati che quella che a te può apparire come una scelta soggettiva, a volte non lo è – chiedi sempre ed impegnati a capire il perché delle scelte
  4. se il grafico non è convinto dei vincoli che tu stai ponendo al suo lavoro, cerca un altro grafico: è meglio per te e per lui!
  5. quando cominciano ad esserci 2/3/4 grafici critici verso i paletti che stai ponendo al loro lavoro… ecco, hai capito!
Un esempio di una collaborazione ad hoc?

Proprio io ho realizzato la grafica per questo sito (e poi chiaramente anche per la pagina facebook, twitter, google plus – ovvio, copertine e avatar). Ed è stato un lavoro indolore che sta dando continua soddisfazione, ma è quasi troppo facile come esempio. Qui siamo un po’ tutti del mestiere! 😉

 

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