Social Media Per Aziende

Essere asociali sui social: un ottimo metodo per farsi terra bruciata


Per chi
  • ignora il concetto di Relazione sui social

Quel che conta sui social è la Relazione

No, non è un refuso: volevo proprio scrivere Relazione, con la R maiuscola. Perché prima di diventare clienti, prima di diventare contatti, coloro che mettono like, commentano, dedicano tempo all’account di un Brand sono persone.

Non è la scoperta del secolo, eppure pare sia un concetto ancora poco diffuso non solo all’interno di piccole realtà aziendali, ma addirittura di grandi Brand (non a caso, questo 2016 ci ha già regalato diversi epic fail) . Il concetto di business Human to Human, amato anche da re Kotler, sembra ancora un lontano miraggio, nonostante non manchino gli esempi virtuosi e gli epic win.

relazione sui social

Gli elementi per capire se un Brand è asociale 

Senza entrare nel merito dei singoli casi, per capire che un Brand interagisce senza un minimo di empatia, basta un rapido colpo d’occhio.

#1 Autoreferenzialità

Il Brand posta solo contenuti del proprio core business, parla solo di sé, dei propri prodotti, dei propri risultati, dei propri eventi. I social non sono la vetrina per dimostrare al mondo la propria intrinseca figaggine, per quello ci sono i clienti, sempre pronti a premiare chi produce valore e a massacrare chi spara supercazzole. Gli account servono a creare un rapporto con le proprie personas. Quanto più il rapporto è autentico, tanto più ci sarà un ritorno in leads di persone davvero interessate e coinvolte.

#2 I post altrui sono solo riproposti, senza essere mai commentati

Fare un retweet o postare sulla pagina post di altri senza accompagnare con un testo che spieghi perché quel contenuto è degno d’interesse non contribuisce ad alimentare una discussione o ad apportare valore. Sembra solo l’album delle figurine dei contenuti Trending Topics.

#3 Tone of voice neutro, piatto

Burocratese, informatichese e tutto ciò che finisce per ese dev’essere bandito. Tutto può essere comunicato in maniera accattivante, anche nel caso di business oggettivamente poco attraenti. Del resto, mica tutti possiamo lavorare per Ceres. Se la comunicazione non emoziona, non diverte, non informa, forse è meglio tacere.

#4 Social customer care, questo sconosciuto

I commenti degli utenti non vengono moderati e raramente ricevono risposte che non siamo frasi preconfezionate buttate lì, tanto per fare, ma senza apportare beneficio alla discussione né tanto meno risolvere i problemi.

#5 I messaggi privati gestiti…dalle slot machine

Sia Facebook Page che Twitter offrono la possibilità di rispondere ai messaggi privati con una frase pre impostata. Non c’è niente che spinga a levare il like o il follow più velocemente di un messaggio che puzza di finto e standardizzazione. Rispondere alle persone in maniera personalizzata e pertinente fa parte del lavoro. Se non abbiamo tempo/voglia/energia da dedicare a questo importante aspetto della nostra professione, forse è meglio dedicarci ad altro. Tipo un corso di canasta subacquea, per esempio.

Se non riesci a vivere i social come un’estensione digitale del tuo brand e li consideri solo una perdita di tempo o una necessità perché così fan tutti, meglio non esserci.

L’epoca del basta che se ne parli, per fortuna, è tramontata da un pezzo.

 

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